
Cosa succede se si mettono insieme un pilastro del cinema internazionale come Steven Spielberg e un regista rivelazione di ultima generazione come J.J. Abrams? Probabilmente, si ottiene un capolavoro.
L’idea parte dal papà di Lost che, lanciato sul grande schermo da film quali Cloverfield e Mission Impossible-Gosth Protocol, decide di rivolgersi al genere fantascientifico ispirandosi ai grandi capolavori anni ’70 e ’80 di Spielberg. Sono quelli gli anni in cui il regista ha girato delle pietre miliari del cinema sci-fi, basti pensare a E.T. L’extraterrestre o a Incontri ravvicinati del terzo tipo: per J.J. Abrams volersi paragonare a queste pellicole vuol dire senz’altro mettersi a dura prova. Eppure, a quanto pare, la sua ambizione aveva delle solide basi: non solo Spielberg ha voluto ascoltare il suo progetto ma lo ha anche approvata a pieni voti, divenendo egli stesso produttore del film. Fino ad allora J.J. Abrams aveva avuto un unico contatto con Spielberg, al college, quando era stato pagato 300 dollari per riparare una sua vecchia pellicola 8mm, oggi invece i due lavorano l’uno affianco all’altro per affrontare insieme questa nuova imperdibile sfida.

Nasce così Super 8, un film ancora poco delineato dal punto di vista del pubblico, ma molto chiaro nella mente dei suoi creatori. Lo scopo del film è quello di unire due progetti in uno solo, mischiando un racconto non fantascientifico ad uno sull’AREA 51 e i suoi misteri. J.J. Abrams ha bene in mente la lezione di E.T., nel quale Spielberg coniuga la tematica della famiglia e del divorzio, con quella del possibile incontro con altre forme di vita. La genialità insita in questa doppia angolazione viene ripresa in Super 8: la prima storia è quella di un dramma familiare, la morte di una madre che lascia un marito vedovo (Kyle Chandler) e un figlio orfano, mentre la seconda racconta di un treno notturno deragliato durante il trasferimento dei materiali segreti dell’AREA 51 subito dopo la sua chiusura. Ad incrociare le due storie non poteva che esserci una Super 8, telecamera usata dal figlio di Chandler e il suo gruppo di amici (tra cui l’attrice Elle Fanning) per girare un film sugli zombie, la quale, rimasta accesa davanti alla stazione subito dopo il deragliamento del treno, registra qualcosa di inspiegabile. Di cosa si tratti non è dato saperlo, almeno per ora.
Si spiega così il titolo del film che richiama chiaramente un tipo particolare di telecamera e di conseguenza uno specifico momento storico. La super 8 era infatti molto diffusa negli anni ’60/’70 (il film si ambienta infatti in Ohio nel 1979), quando numerosi movie-makers la utilizzavano per produrre film a livello amatoriale, Spielberg in primis. La scelta di questo titolo e l’inserimento di riprese simil-amatoriali si accordano bene con la decisione dei realizzatori di non usare il 3D.

Il primo assaggio di Super 8 lo abbiamo avuto durante il Super bowl, quando è stato proiettato il teaser trailer del film, seguito dalla diffusione del full trailer avvenuta pochi giorni fa. Queste brevi sequenze suggeriscono più che svelare, nei frame finali dei video sono stati infatti riconosciuti degli indizi inseriti volutamente dai creatori per attirare l’attenzione dei fan: date, immagini, scritte, ogni elemento è usato per svelare qualcosa di nuovo sulla trama. Ci si è accorti ad esempio che il teaser trailer diffuso dalla Apple differiva da quello trasmesso durante il Super Bowl e che le immagini proiettate in chiusura ai due video erano complementari tra loro: unendole come in un puzzle si ottenevano fotogrammi completi. Questo metodo era già stato usato per Cloverfield nel 2008, quando la curiosità dei fan veniva stuzzicata tramite un alone di mistero che avvolgeva la pellicola e si diradava gradualmente grazie ai suggerimenti impliciti che i realizzatori lanciavano al pubblico. Cloverfield era però un monster movie, molto diverso da un film come Super 8 che mixa generi diversi, dalla commedia drammatica allo sci-fi: J.J. Abrams ci tiene infatti a sottolineare che Super 8 non sarà in alcun modo legato a Cloverfield, né come seguito né come rifacimento.
Continuiamo quindi a raccogliere indizi e metterli insieme, fino a che non riusciremo ad avere un quadro più chiaro su questo nuovo e misterioso progetto, in uscita a giugno 2011. Per ora, non potendo ancora esprimere un nostro giudizio, ci accontentiamo di quello del regista, che di Super 8 dice: «Abbiamo il nome di Steven sulla pellicola e il mio, ma non abbiamo supereroi famosi, non un franchise pre-esistente o un sequel, non una star di cui abbiate già sentito parlare. Non c’è un libro, un gioco o un fumetto di riferimento. Non c’è niente, io non ho niente, eccetto un ottimo film».
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